35 mila interventi sulla tiroide per il padre della endocrinochirurgia catanese.

Sono circa 35.000 gli interventi che nella sua lunga e brillante carriera il professore Orazio Ippolito, ha eseguito sulla tiroide, nella stragrande maggioranza dei casi risolutivi delle problematiche del paziente.

Il professore Ippolito è stato docente associato di Endocrinochirurgia presso l’Università di Catania e presso la Scuola di specializzazione in Chirurgia sempre nella città etnea. In pensione da qualche anno, continua ad operare regolarmente in cliniche private convenzionate.

Autore di molti testi scientifici sulle malattie della tiroide, è stato relatore in convegni di medicina in Italia e all’estero. Da sempre crede nella metodologia tradizionale per eseguire una diagnosi, non disdegnando le tecniche ecografiche di ultima generazione, basilari per controllare e seguire l’evoluzione dei noduli tiroidei.

“Le patologie che interessano la tiroide possono essere curate sia con metodi farmacologici nei casi lievi, sia con interventi chirurgici con l’asportazione totale o parziale della ghiandola, quando la tiroide è tanto ingrossata a causa di noduli, da comprimere gli organi circostanti, ad esempio l’ esofago e la trachea. Per eseguire l’intervento le paratiroidi, i muscoli e i vasi cervicali devono essere isolati dalla ghiandola. In questo modo il rischio di complicanze per il paziente è pressochè nullo – afferma il professore Orazio Ippolito –“.

Le malattie tiroidee più comuni sono il gozzo, i noduli tiroidei e il carcinoma. In questi casi è essenziale una diagnosi tempestiva, soprattutto in presenza di un carcinoma tiroideo. Le metodologie di ultima generazione che permettono una diagnosi corretta, sono oltre alla visita specialistica, l’ecografia alla tiroide che consente di valutare lo stato dei noduli e l’ausilio di un esame citologico successivo ad un esame con ago aspirato.

Di fondamentale importanza è la somministrazione degli ormoni tiroidei che sostituiscono la ghiandola quando quest’ultima viene asportata. Essi vengono somministrati dal chirurgo in base al peso del paziente ed anche al fabbisogno del soggetto. Il paziente dopo un intervento alla tiroide deve essere monitorato con dosaggi ormonali ed ecografie nel caso di carcinomi, almeno una volta all’anno. La terapia ormonale ha durata tanto quanto la vita del paziente.